13 Settembre 2019

Scenari di rischio nella sanità pubblica: siamo preparati alle situazioni d’emergenza?

Il 29 e 30 agosto 2019 si è tenuta l’annuale conferenza del Servizio sanitario coordinato (SSC) sul tema «Scenari di rischio nella sanità pubblica», organizzata in collaborazione con la scuola universitaria professionale di Berna (BFH) e l’Ufficio federale della protezione della popolazione (UFPP).

Un evento con un numero elevato di feriti, malati e morti può verificarsi in qualsiasi momento. Ma in che misura la sanità pubblica è preparata ad affrontare una catastrofe di ampia portata? Questa è la domanda cui si è cercato di dare una risposta durante la conferenza «Scenari di rischio nella sanità pubblica». Sulla base di esperienze pratiche e studi scientifici sono stati analizzati possibili pericoli e minacce e i loro effetti sulla sanità pubblica. Nell’ambito di 18 workshop sono stati discussi i rischi e le contromisure concrete.

Il dr. med. Andreas Stettbacher, incaricato del Consiglio federale per il SSC, e il dr. Stefan Brem, capo Analisi dei rischi e coordinamento della ricerca presso l’UFPP, hanno dato il benvenuto a quasi 170 partecipanti nella sala conferenze dell’Unione postale universale a Berna.

Nella sua relazione, Stefan Brem ha presentato i punti principali del secondo rapporto sui rischi «Catastrofi e situazioni d’emergenza in Svizzera», pubblicato dall’UFPP nel 2015. Il rapporto comprende un’analisi dei potenziali rischi per il nostro Paese e 33 scenari di pericolo. Brem ha spiegato il processo di elaborazione, il ruolo degli scenari per l’analisi dei rischi di catastrofe e situazioni d’emergenza e l’applicazione pratica dei risultati e dei prodotti dell’analisi.

Sotto la moderazione di Anita Panzer, altri sei relatori hanno presentato vari campi tematici e rischi correlati con la sanità pubblica. Hanno illustrato in particolare le sfide sanitarie poste dalle ondate di caldo, i pericoli biologici delle zoonosi, la comunicazione quale strumento di condotta in caso di crisi, l’allestimento di un container GHIK/DEKO presso l’ospedale universitario di Zurigo e i rischi correlati al trasloco di una struttura socio-sanitaria sull’esempio di una casa anziani.

La consigliera nazionale Edith Graf-Litscher ha concluso la prima giornata evidenziando come la cooperazione e il dialogo siano importanti fattori di successo.

La seconda giornata è iniziata con due relazioni. La prima era incentrata sui rischi per la salute legati al caldo durante il vettovagliamento collettivo (per es. nelle cucine dell’esercito), la seconda, tenuta dalla rappresentante della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS), ha illustrato la situazione nei Cantoni. I successivi workshop erano dedicati a vari temi:

  • cibersicurezza
  • «disaster nursing»
  • strategie di autoprotezione per i soccorritori in caso di crisi
  • evacuazione e sgombero di ospedali
  • comunicazione in caso di crisi
  • individuazione di lacune nella gestione di eventi
  • medicina tattica nel servizio di salvataggio
  • gestione dei rischi conseguenti ai cambiamenti climatici
  • gestione dei rischi negli ospedali e pianificazione di grandi progetti di trasloco

Nel suo discorso di chiusura, Stefan Trachsel, capo dell’Ufficio del servizio sanitario coordinato, ha potuto tracciare un bilancio molto positivo delle due giornate, che a dire dei partecipanti sono state molto istruttive.

La prossima conferenza SSC, dedicata ai cambiamenti climatici, si terrà il 20 e 21 agosto 2020, sempre a Berna.

L’autrice: Sandra Rüfenacht, Collaboratrice scientifica infrastrutture d’informazione critiche

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