28 Giugno 2016

Esercitazione ODESCALCHI: professionalità, competenza e collaborazione

Sono le cinque di una domenica mattina del mese di giugno. Un locomotore di manovra e un convoglio che trasporta materiale chimico si scontrano all’interno di una galleria. L’incidente innesca una reazione a catena: esplosioni, crolli dovuti all’onda d’urto, incendi nella zona boschiva adiacente la stazione ferroviaria, il blocco dell’autostrada e una nube tossica che impone l’evacuazione di una parte della popolazione.

Questo è lo scenario di crisi quasi apocalittico che è stato ricreato per l’esercitazione «ODESCALCHI». Un esercizio organizzato su iniziativa dell’Esercito svizzero con il supporto e la collaborazione del Dipartimento delle istituzioni che dirigo. Grazie a Odescalchi è stato possibile esercitare per la prima volta tutti gli enti di primo intervento nonché i partner internazionali. L’esercizio – che si è svolto sull’arco di tre giorni dal 19 al 21 giugno – si è ispirato anche all’incidente ferroviario avvenuto nel 2009 a Viareggio, quando un treno merci carico di gas butano deragliò nei pressi della stazione. La fuoriuscita del combustibile provocò violente esplosioni che distrussero l’infrastruttura ferroviaria e diversi edifici nei dintorni. Il triste bilancio della tragedia fu di circa 1000 persone evacuate, 100 senzatetto e 22 vittime. È uno scenario terribile quello descritto, ma che può rivelarsi reale anche alle nostre latitudini.

Vi è, infatti, un profondo legame tra i treni merci che ogni giorno transitano sul nostro territorio e la sicurezza della cittadinanza. Sono in particolare due le tratte della rete ferroviaria maggiormente a rischio del Canton Ticino: 1,8 km alla stazione di Lugano e 3,1 km a quella di Chiasso. Stazione della cittadina di confine che è stata scelta come scenario per l’esercitazione. Una scelta dettata anche da un avvenimento passato: nel 2011 si verificò un incidente con cinque vagoni cisterna che, staccatisi da un treno merci in fase di manovra, urtarono pericolosamente – anche in questo caso fortunatamente senza conseguenze – un treno in sosta.

L’esercizio «ODESCALCHI» è stata un’esperienza molto utile che ci ha permesso di testare l’organizzazione e di far sì che gli enti preposti siano pronti ad affrontare un evento di questo tipo. In situazioni come queste è fondamentale conoscersi personalmente, per questo motivo Nella crisi conoscere i capi (dal tedesco In der Krise Köpfe kennen) è stato il motto che ha guidato l’operazione. Per la prima volta sono stati coinvolti, unitamente all’esercito, tutti gli enti di primo intervento, sotto la guida dello Stato maggiore cantonale (SMC), preposto per rispondere in maniera tempestiva e organizzata alle catastrofi naturali e ad altri eventi maggiori.

ODESCALCHI
© Regione territoriale 3

Grazie alla conoscenza reciproca – a livello personale e procedurale – rafforzata nel corso dei preparativi è stato possibile nell’ambito dell’esercitazione firmare un accordo operativo tra il Canton Ticino e la Prefettura di Como. Si tratta del primo risultato concreto ottenuto grazie a ODESCALCHI. Tra gli obiettivi dell’esercizio, infatti, vi era quello di verificare operativamente, a livello di collaborazione fra eserciti, la «Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana sulla cooperazione nel campo della previsione e della prevenzione dei rischi maggiori e dell’assistenza reciproca in caso di catastrofi naturali o dovute all’attività dell’uomo» e l’ «Ordinanza sull’aiuto in caso di catastrofe all’estero», che prevedono la possibilità dell’Esercito svizzero di operare nelle Province italiane, nei Länder germanici e nei Dipartimenti francesi confinanti con la Confederazione, oltre che nel Principato del Liechtenstein. Con la ratifica dell’accordo operativo sarà possibile in futuro snellire le procedure d’intervento mediante il contatto diretto tra il Ticino e Como senza dover chiamare in causa i rispettivi Stati centrali. Questa convenzione potrà fare da apripista in futuro per altre collaborazioni di questo genere con le regioni limitrofe.

Un esercitazione internazionale senza precedenti, che ha permesso a tutti i partecipanti di testare l’efficacia della collaborazione con gli altri partner civili e militari, svizzeri e italiani.
ODESCALCHI deve rimanere il punto di partenza per migliorare il nostro dispositivo d’intervento. Abbiamo gettato base solidi sulle quali abbiamo potuto iniziare a consolidare un’ottima collaborazione nonché approfondire la conoscenza reciproca tra tutti gli attori coinvolti. Un esercizio che ha visto migliaia di persone impegnarsi per giorni per la riuscita dell’intera operazione. Ci tengo quindi a ringraziare tutti per aver contribuito al successo dell’operazione.

Impressioni dell’esercitazione ODESCALCHI 2016

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